Lo sportello unico per le attivita' produttive

Filiere e distretti

 

DISTRETTO AGROALIMENTARE DI MAIERATO

Il distretto agroalimentare di Maierato, in provincia di Vibo Valentia, copre una superficie di 39,88 kmq, abitata da 3.120 persone.

Maierato, famosa per le sorgenti d’acqua oligo-minerale, come un tempo lo era per l’allevamento ovino- caprino e per le colture del granturco e della vite, rimane tuttora un importante centro per l’economia agricola della zona, impegnando nei tre comuni formanti il Distretto un numero piuttosto consistente di addetti. Rilevante per la cittadina è infatti il settore agro-alimentare, come testimoniano anche le diverse sagre paesane a tema (dei fileja, degli antichi e nuovi sapori, della salsiccia) e la presenza di un museo della Civiltà contadina presso la locale Scuola media, che espone attrezzi da lavoro, oggetti di uso comune e antiche misure per il grano e l'olio.

Tra i prodotti tipici si possono elencare le olive, coltivate in quattro varietà e frante nei due principali impianti della città; le paste, tra cui i famosi fileja (pasta filata con l’uso di un ferretto), le tagliatelle, i gabbateji e i cavatelli; i vari legumi (fagioli, ceci e fave) e le verdure con cui si ricavano zuppe di diverse tipologie; le carni di maiale, materia prima per salsicce, soppressate, capicolli e guanciali, spesso aromatizzati con pepe rosso piccante, finocchio e sale, come da tradizione calabrese; gli ottimi dolci.

E infine la lavorazione del pesce, soprattutto sarde, alici, pesce spada e tonno. Quest’ultimo prodotto, proveniente per lo più dalla vicina Pizzo, viene lavorato da imprese moderne ed efficienti del territorio, impiegando centinaia di dipendenti, per una capacità produttiva annua di circa 15.000 tonnellate di tonno fresco e prodotti del mare.

SETTORE METALMECCANICO

La specializzazione metalmeccanica della provincia di Vibo, genera ben l’87% del valore totale delle esportazioni provinciali e il 40% delle esportazioni totali della metalmeccanica regionale. Il sistema vibonese si compone di circa 30 aziende, nate dal processo di decentramento produttivo dell’impianto Nuovo Pignone. La maggior parte di queste imprese, di dimensioni medie di poco più di 20 dipendenti, produce prodotti meccanici per il settore petrolchimico, per committenti per lo più internazionali.

ECONOMIA DEL MARE

Il tessuto territoriale vibonese si compone di quasi 800 imprese appartenenti all’economia del mare, di cui soltanto una sessantina insediate nei comuni non costieri (quasi tutte appartenenti alla filiera ittica). Gran parte di esse opera in:

  • settore turistico: oltre n. 400 pari al 54%,
  • filiera ittica: circa n. 150 pari al 20%
  • attività sportive e ricreative: quasi n.100 pari al 13%

Tutti gli altri settori, meno di 50 unità imprese, sono più marginali. Con una produzione aggregata di 15 MLN di euro, la filiera ittica copre l’11%  del valore aggiunto dell’economia del mare provinciale, laddove la media regionale si ferma al 7,7%, quella meridionale al 10,2% e quella nazionale al 7,5%. I circa 500 occupati nella filiera ittica nella provincia di Vibo Valentia spiegano il 15% dell’occupazione complessiva dell’economia del mare provinciale, quando la media regionale e nazionale non va oltre i 12/13 punti percentuali.