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Territorio ed ambiente

Cosenza è l’8° Provincia italiana per estensione, i suoi 155 comuni sono per maggior parte di piccole dimensioni. Ben 124 (pari al 80% del totale) hanno una popolazione inferiore a 5.000 abitanti; 3 hanno popolazione compresa tra 25.000 e 40.000 abitanti e soltanto Cosenza ha una popolazione superiore ai 50.000 abitanti.

 

DATI DEMOGRAFICI - Anno 2013

Popolazione (N.)  719.345
Famiglie (N.)  296.307
Maschi (%)  48,8
Femmine (%)  51,2
Stranieri (%)  4,0
Età Media (Anni)   43,0
Reddito medio :   € 7.234

 

CONFORMAZIONE TERRITORIALE

Il suo territorio copre il 44,1% della superficie calabrese (6.650 kmq), di cui occupa quasi per intero la porzione centro-settentrionale, dalla costa ionica, ad est, a quella tirrenica, ad ovest, dal Massiccio del Pollino, a nord, all’Altopiano della Sila Grande a sud. Lo sviluppo costiero è di 228 Km.
Il territorio della provincia di Cosenza è prevalentemente costituito da montagne (54%) e colline (40,5%). Fanno parte del territorio provinciale la catena montuosa del Pollino (2248 m) a nord, la catena costiera dell'Appennino Paolano sul Tirreno, l'Orsomarso e il massiccio montuoso della Sila, dove insistono tre grandi laghi artificiali: Cecita-Mucone, Arvo e Ampollino, realizzati agli inizi del ‘900 attraverso lo sbarramento del corso di alcuni fiumi. Numerose le valli, di cui le principali sono la Valle Crati e la Valle del Savuto; economicamente rilevante l’area pianeggiante di Sibari, in cui si praticano importanti colture. Il fiume Crati, il più lungo della regione Calabria, partendo dalla Sila attraversa l'omonima valle, la città di Cosenza, la piana di Sibari e sfocia nel mar Ionio. L’altopiano silano è il cuore geografico della provincia. E’ un’immensa foresta di faggi e pini larici, costellata di ampi pascoli, dall’aspetto così nordico da aver suggerito a viaggiatori e scrittori i più disparati accostamenti: dalla Scandinavia per Guido Piovene, alla Scozia ed alla Taiga Siberiana per Norman Douglas.
La parte settentrionale della costa tirrenica assume il nome di Riviera dei Cedri, per via delle piantagioni di questo singolare agrume. Questo lungo e lineare tratto di costa, in cui si susseguono scogliere, strette spiagge e caletto, è In attesa di essere riconosciuto come riserva marina. La conformazione geografica consente in tutto l’arco dell’anno di offrire opportunità turistiche differenziate.

PARCHI

PARCO NAZIONALE DELLA SILA
 
Istituito nel 2002, il Parco nazionale della Sila abbraccia i territori delle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone. E’ situato nel cuore dell’altopiano omonimo e si estende per 73.695 ha. Il Parco nazionale della Sila custodisce uno dei più significativi sistemi di biodiversità ed è la 10° Riserva della Biosfera italiana nella Rete Mondiale dei siti di eccellenza dell’UNESCO. Simbolo del Parco è il lupo, specie depredata per secoli e fortunatamente sopravvissuta fino al 1970, anno in cui venne istituita una legge a favore della sua salvaguardia.
La sua superficie boschiva è molto ampia, tant'è che fra i Parchi nazionali italiani è quello con la maggior percentuale di area boschiva - circa l'80% del totale - costituita principalmente da faggete e pinete del tipico pino silano, il laricio. La fascia centrale, denominata Sila Grande, comprende le maggiori cime di tutto il Parco, di cui la più alta è Monte Botte Donato (1.929 m). All'interno del Parco si trovano 3 dei 6 laghi artificiali presenti sull'altopiano silano, i cui bacini sono luoghi di particolare suggestione.
Nel secolo scorso vennero infatti realizzate le dighe che formarono i bacini del lago Ampollino (1927) e del lago Arvo (1931), del lago Cecita (1951) e del lago Ariamacina (1956), che servono centrali idroelettriche. La nascita dei laghi mutò notevolmente il sistema territoriale silano e produsse non solo un'industria legata all'energia ma anche centri dove realizzare villaggi turistici (Lorica, sul lago Arvo, e Trepidò, sul lago Ampollino). Notevole sviluppo ebbe anche l'allora villaggio rurale di Camigliatello quando, a pochi chilometri di distanza, venne realizzato il lago Cecita. Ampie sono le vallate che si aprono lungo le dorsali del Parco dove è praticata la pastorizia con forme di transumanza ed alpeggio che resistono tutt'oggi. L'agricoltura è legata soprattutto alla coltivazione della patata della Sila I.G.P. Tra le strutture più importanti il CENTRO VISITA sul lago Cecita, in località "Cupone" nel comune di Spezzano della Sila. Il Centro è dotato di museo tematico, centro per l’educazione naturalistica, vivai della biodiversità silana, sentieri tematici utilizzabili anche dalle fasce più deboli, centri per l’ambientamento e la diffusione del lupo, del cervo, del capriolo, del gufo reale, centri dimostrativi e didattici con daini.

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
 
Il parco nazionale del Pollino, con i suoi 192 mila ettari di area protetta, è il parco nazionale più grande d'Italia. È una catena montuosa dell'Appennino meridionale, al confine tra la Basilicata e la Calabria, con vette tra le più alte del Mezzogiorno d'Italia coperte di neve per ampi periodi dell'anno. Dalle sue cime, che raggiungono 2200 metri di altitudine, lo sguardo spazia dalle coste tirreniche di Maratea, Praia a Mare, Belvedere Marittimo (ovest) fino al litorale ionico da Sibari a Metaponto (est). E’ la terra del pino loricato, dell'abete e del faggio, del lupo, del capriolo, dell'aquila reale, della lontra, delle rocce dolomitiche, della Serra Dolcedorme ( 2267 m), delle gole, delle grotte; culla delle civiltà lucana, magno-greca, bizantina, longobarda, normanna e delle minoranze arbereshe (albanesi). Trekking e rafting, torrentismo e canyoning, arrampicata e free climbing, mountain bike e turismo equestre, sono solo alcune tra le principali attività del turismo outdoor che il Parco Nazionale del Pollino è in grado di offrire in tutto l'anno.
Lungo il fiume Lao, a Laino Borgo, vi sono strutture per il rafting. Nell’area di Civita, sul torrente Raganello, vengono organizzate escursioni nelle gole con diversi gradi di difficoltà, frequentate da numerosi appassionati italiani e stranieri.
 

PARCO MARINO REGIONALE "RIVIERA DEI CEDRI"

Il Parco Marino Riviera dei Cedri è un’area di notevole interesse paesaggistico che ricade nei comuni di Praia a Mare, Diamante e Acquappesa. In tale tratto di costa sono comprese numerose scogliere, luoghi naturali fra i più suggestivi della Calabria; nonché le due uniche isole della regione: l’Isola Dino a Praia a Mare e l’isola di Cirella a Diamante, a cui si aggiunge lo scoglio della Regina ad Acquappesa. L'area in oggetto è interessata dalla presenza di ben 4 SIC

RISERVE NATURALI

  • Riserva naturale Golia Corvo
  • Riserva naturale Gole del Raganello
  • Riserva naturale Gallopane
  • Riserva naturale I Giganti della Sila
  • Riserva naturale Iona Serra della Guardia
  • Riserva naturale Macchia della Giumenta - S. Salvatore
  • Riserva naturale Serra Nicolino Piano d'Albero
  • Riserva naturale Tasso Camigliatello Silano
  • Riserva naturale Trenta Coste
  • Riserva naturale Valle del Fiume Argentino
  • Riserva naturale Valle del Fiume Lao
  • Riserve naturali del Lago di Tarsia
  • Riserva naturale foce del fiume Crati

SITI DI INTERESSE COMUNITARIO SIC
Sono 35 i SIC della provincia di Cosenza, fra cui:
 
  • Siti Marini: fondali caratterizzati dalla presenza di praterie di Posidonie, i Fondali Isola di Dino-Capo Scalea e i Fondali Isola di Cirella-Diamante
  • Siti Costieri: Casoni di Sibari, Isola di Dino, Isola di Cirella –Duna di Casigliano, Scogliera dei Rizzi, ed altri ancora
  • Siti a dominanza di vegetazione arborea igrofila: la valle del fiume Lao e la foce del fiume Crati
  • Siti a dominanza di pinete mediterranee: la pineta di Montegiordano
  • Siti a dominanza di querceti mediterranei: Farnito di Corigliano Calabro
  • Siti a dominanza di laghi/torbiere fra cui: Laghi di Fagnano