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Cultura ed eventi

Il territorio della Provincia di Cosenza conserva le tracce di una ricca storia in cui si sono succedute varie dominazioni: Brettii, Greci, Romani, Bizantini, Saraceni, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Austriaci, Francesi. Dei lunghi anni di dominazione restano oggi ampie tracce disseminate in tutta la provincia: castelli e ville, abbazie, chiese e santuari. Sono i numeri a parlare: 72 castelli, 933 chiese, 472 palazzi antichi, 309 zone archeologiche (pari al 67% del totale regionale) tra le quali Sibari, città leggendaria e simbolo stesso della Magnagrecia che rappresenta, per estensione, più della metà delle aree archeologiche dell’intera Calabria. Numerosissimi dipinti e un’estesa collezione di reperti antichi sono conservati nei 48 musei presenti (41,4% del totale regionale) e nelle 77 biblioteche (39,3% del totale regionale). Inoltre, l’Archivio di Stato conserva un totale di 75.100 documenti di varia natura, tra cui 1.158 pergamene, 2.494 mappe, 95 sigilli e timbri, 77 fotografie, 1.684 microfilm.

Radicate sono le tradizioni popolari secolari: feste, consuetudini, riti laici e religiosi, sono diffusi in tutto il vastissimo territorio della Provincia. Il diffuso patrimonio di letteratura, poesia, teatro e musiche popolari, non solo testimonia l’identità e delle culture locali ma è anche custode delle lingue e dei dialetti. Di particolare rilievo la presenza di minoranze linguistiche Arbrëshe (albanese) ed Occitane. La cultura arbrëshe nella provincia di Cosenza registra una presenza antica e radicata, con ben 23 comunità che conservano ancora gli aspetti più caratterizzanti di questa peculiare identità: lingua d’origine, tradizioni etnografiche, letteratura orale, patrimonio artistico e, alcune, anche rito religioso bizantino. A Guardia Piemontese, fondata nel XII secolo da valdesi provenienti dal Piemonte, in fuga da persecuzioni religiose, è presente ancora oggi un'isola linguistica occitana.

Diffuse le produzioni artistiche ed artigianali di eccellenza e di grande suggestione la cultura gastronomica popolare, in particolare nelle aree rurali e montane (raccolta dei funghi, della legna, dei piccoli frutti, preparazione delle conserve alimentari, ciclo domestico del maiale e degli altri animali da cortile, tessitura e ricamo, ecc.). Si tratta di piccole filiere locali di produzioni di nicchia, antichi mestieri che ancora sopravvivono nelle pieghe della società e nel profondo delle comunità. Patrimoni di conoscenze spesso uniche, che abbracciano tutte le attività umane tradizionali: pesca, agricoltura, allevamento, lavorazioni artigianali.